UNO SPAZIO PER GIOVANI post-teen
Al Centro di Psicologia Contatto, lə professionistə che ogni giorno lavorano nei contesti della prevenzione del benessere psico-relazionale, si sono postə una domanda semplice e urgente: dove possono incontrarsi oggi ragazze e ragazzi tra i 19 e i 25 anni per parlare di sé? Di relazioni, di futuro, di quel senso sottile di “non essere abbastanza”. A cosa sentono di appartenere? Dove possono esprimersi liberamente, e con quali strumenti?
Oggi, strumenti come le chat di intelligenza artificiale stanno diventando spazi di sfogo e di domanda: luoghi in cui i giovani cercano ascolto e risposte. In che modo, allora, i professionisti della prevenzione e del benessere psicologico possono offrire spazi reali, dove il confronto e la parola si incontrano nella presenza reciproca?
Da queste riflessioni nasce TRIP TO BE: uno spazio nuovo. Necessario. Un luogo di ascolto e confronto, guidato da professioniste del campo della psicologia che scelgono ogni giorno di unire teoria, pratica, cura e prevenzione. Uno spazio accogliente e inclusivo, perché si apre verso la promozione della salute mentale dei giovani post-teen che spesso hanno accesso a risorse limitate, ma custodiscono energie preziose per immaginare e costruire il mondo futuro.
Ad oggi, gran parte dei servizi pensati dalle politiche sociali per la prevenzione del benessere psicologico si sviluppano in contesti scolastici o istituzionali, rivolgendosi soprattutto a studentə e adolescentə. Esistono sportelli di ascolto e progetti di supporto pensati per le scuole, strumenti preziosi che negli anni hanno contribuito a una maggiore consapevolezza e attenzione verso l’età evolutiva e che speriamo siano sempre più potenziati.
Sotto certi aspetti, questo modello sembra suggerire che finché un giovane è dentro — scuola, università, formazione — qualcuno lo guarda, lo valuta, lo accompagna. E poi? Cosa accade a chi non rientra più nei sistemi istituzionali? Dove trova ascolto, orientamento, sostegno? Ci aspettiamo che si arrivi alla fase post-teen già equipaggiati, pronti a trovare da soli la propria direzione.
E in parte è vero: i nostri giovani hanno un bagaglio culturale più ampio delle generazioni precedenti, più consapevolezza di se stessi e delle proprie attitudini; eppure, sembrano avere meno impalcature intorno, meno punti d’appoggio e si ritrovano spesso soli di fronte a sfide impegnative. Li stiamo incoraggiando abbastanza in quella che, in psicologia dello sviluppo, viene descritta come emerging adulthood (età adulta emergente)?
Come suggerisce J. Arnett (2000), questa è una fase di esplorazione e costruzione identitaria, fatta di scelte reversibili e di tentativi, non di definizioni rigide.
Come adulti, invece, ci poniamo spesso proponendo soluzioni, quando forse quello che servirebbe davvero è uno spazio dove poter dire “non lo so ancora”, dove imparare a ridimensionare la quantità di richieste di una società che corre e che chiede sempre di più. I giovani e le giovani tra i 19 e i 25 anni vivono una fase sospesa tra la formazione, l’ingresso nel mondo del lavoro e la ricerca di autonomia personale.
Cosa dicono i dati?
In Italia, i dati più recenti ci raccontano un panorama complesso: a giugno 2025, il tasso di disoccupazione giovanile (under 25) è del 20,1% (ISTAT, 2025), e oltre la metà dei nuovi ingressi nel mondo del lavoro avviene con contratti a tempo determinato o collaborazioni (ISTAT, 2024).
Negli ultimi anni si è affermato il termine NEET (Not in Employment or in Education and Training) per descrivere un fenomeno sociale sempre più monitorato: quello dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione. Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2024, l’Italia continua a registrare una quota elevata di giovani NEET – 16,1% tra i 15 e i 29 anni. In Piemonte, la situazione è leggermente migliore ma ancora significativa: 15,4% dei giovani risultano NEET (ISTAT – BES Piemonte, 2022), ossia circa un giovane su sei vive una fase di sospensione.

Sul fronte scolastico, i dati recenti mostrano un miglioramento: nel 2023, la quota di giovani piemontesi tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente gli studi è scesa all’8,8% (IRES Piemonte, 2024), rispetto all’11% del 2022. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare sul contrasto alla dispersione, perché ogni abbandono rappresenta non solo una perdita formativa, ma anche una fragilità futura sul piano occupazionale e personale.
Allo stesso tempo, le difficoltà di diventare autonomi e indipendenti restano centrali: in Italia, oltre il 65% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive ancora nella casa dei genitori (ISTAT, 2024); in Piemonte la quota è leggermente più bassa, ma supera comunque il 60%. Un dato che racconta non solo vincoli economici, ma anche il bisogno di sicurezza e continuità affettiva in un mondo percepito come instabile.
Sul piano del benessere psicologico, il quadro è altrettanto rilevante: secondo l’ISTAT (Rapporto BES 2024), quasi un giovane su quattro tra i 18 e i 34 anni riferisce sintomi di ansia o depressione. Tra i 19-25enni, la percentuale di chi dichiara “basso benessere psicologico” raggiunge il 27%. (Ministero della Salute, 2023). Numeri che confermano quanto sia urgente creare contesti di ascolto accessibili e concreti.
Questi dati non raccontano solo di scelte o difficoltà economiche, ma anche della fatica di sentirsi fuori posto, di vivere incertezza rispetto al futuro, di percepire la pressione costante del “dover riuscire”.
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È proprio da qui che nasce l’idea di TRIP TO BE.
Degli incontri di gruppo per giovani post-teen: spazi non terapeutici, di parola e ascolto, guidati da psicologhe che accompagnano i partecipanti nel confronto non giudicante tra pari. Un luogo per raccontarsi, condividere dubbi, costruire significati insieme.

Trip to be, inverte la tendenza del mordi e fuggi a cui la società contemporanea ci ha abituati, ma ricerca perseveranza e continuità. Infatti, è richiesto uno sforzo piccolo ma coraggioso: prendersi un impegno con sé stessi e con gli altri, uscire dalla propria zona di confort, porsi in ascolto — comodamente seduti in cerchio, due volte al mese per almeno due mesi.
TRIP TO BE vuole creare un tempo e un luogo dove ritrovarsi, esplorare, fare ordine. Un viaggio diverso, tutto in divenire. Dove non sono promesse destinazioni, ma la possibilità di portare insieme il peso dei bagagli. Un viaggio per essere, non per diventare.
a cura di dr.ssa Sara Greco e dr.ssa Maurizia Natale, psicologhe cliniche
BIBLIOGRAFIA
- Arnett, J. J. (2000). Emerging adulthood: A theory of development from the late teens through the twenties. American Psychologist, 55(5), 469–480.
- Istituto Nazionale di Statistica. (2022). BES Piemonte 2022 – Benessere equo e sostenibile. Roma: ISTAT.
- Istituto Nazionale di Statistica. (2024a). La componente longitudinale della rilevazione sulle forze di lavoro – Flussi 2023-2024. Roma: ISTAT.
- Istituto Nazionale di Statistica. (2024b). Rapporto Annuale 2024. Roma: ISTAT.
- Istituto Nazionale di Statistica. (2024c). Benessere equo e sostenibile (BES) 2024. Roma: ISTAT.
- Istituto Nazionale di Statistica. (2025). Occupati e disoccupati – dati provvisori, giugno 2025. Roma:
- Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Piemonte (IRES Piemonte). (2023). Rapporto Istruzione e Formazione in Piemonte 2023. Torino: IRES Piemonte.
- Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Piemonte (IRES Piemonte). (2024). Relazione Annuale 2024. Torino: IRES Piemonte.
- Ministero della Salute. (2023). Piano Nazionale per la Salute Mentale Giovani 2023. Roma: Ministero della Salute.
